Un testo inedito del 1790, ritrovato in una biblioteca francese, tradotto in italiano dal francese, è questa l’ultima fatica della ricercatrice aquilana, Stefania Di Carlo. L’opera concerne la casa madre della Congregazione francese dei Celestini, ossia il monastero dell’Annonciation de Paris.
Nell’introduzione viene ripercorsa la storia dell’Ordine, non senza avere prima richiamato al lettore la figura e l’opera di Celestino V (con la trascrizione ed il commento di un altro inedito: una Vita cinquecentesca di Giambattista Platina).
Si indicano i luoghi celestini ed i primi passi dell’Ordine in Italia; ci si sofferma sulla bolla di Papa Gregorio VII con l’approvazione della congregazione maiellese, i privilegi e gli statuti; si passa a parlare, quindi, del declino dell’Ordine e della sua soppressione.
Dulcis in fundo, si analizza il caso francese (nascita e soppressione), la Regola e l’Annonciation di Parigi.
Nel testo, costituito da 191 pagine, si avverte una grande attenzione ai particolari. In effetti, la ricercatrice dimostra al lettore che su Celestino c’è ancora molto da dire e da scoprire. Così dicasi per la trattazione sul Beato e monaco celestino Jean Bassand, originario della Picardia, sepolto a Collemaggio nella navata sinistra. Tale monaco, molto si adoperò per il monastero di Santa Maria di Collemaggio che, insieme a quello romano di S. Eusebio, apparteneva alla congregazione celestina di Francia. Soprattutto si occupò del monastero parigino di cui fu Priore nel 1411 sino al 1414, poi di nuovo nel 1417, nel 1426, nel 1432 e nel 1438. Le innumerevoli immagini sui monasteri francesi e non solo di quanto resta di quello parigino (la caserma della Guardia Repubblicana sorge su una parte della vecchia struttura, l’imbarcadero, il “Quai des Célestins”), frutto della ricerca dell’autrice, e le incisioni, che costellano il testo delle Antiquités Nationaes ou Recueil de Monuments. Les Célestins di Louis Milli N., tradotto da un francese antico ad un italiano corrente, fanno scoprire l’importanza ed il potere dei Celestini di Francia, ritenuti il “braccio destro” della dinastia reale sino alla Rivoluzione francese, nonché i tratti mondani assunti nel corso dei secoli. La chiesa di Parigi conteneva ventinove sepolture di re, regine o famiglie di spicco della nobiltà francese o del clero. Fu costruita per volontà di Carlo V e potenziata da tutti i regnanti successivi.

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